RECENSIONI
| 03/11/2003 |
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Domenica 2 Novembre 2003 La Fontana . Tra riletture di pezzi tradizionali e composizioni originali Un bell’affresco del mondo celtico che porta la firma del Folk Studio A Strumentazione particolare, musicisti di estrazione classica e sonorità ben definite Sono gli alfieri italiani della musica celtica i Folk Studio A, protagonisti di un applaudito concerto alla Fontana ( nella foto Brenzoni, un momento ). Nessuno come loro, nel nostro Paese, visto che Paolo Sgevano e Claudio Bettega, i due "poli" fondatori del gruppo, hanno avviato il progetto ben venticinque anni fa, e da quel 1978 non hanno mai smesso di approfondire il loro lavoro sul patrimonio tradizionale delle isole britanniche, della Bretagna, della Galizia. I "ragazzi" di Vicenza si sono "innamorati" delle gighe, delle reels, delle ballate, insomma di tutta l´aura che circonda il mondo celtico molto prima- e hanno tenuto a sottolinearlo alla Fontana- che questo aggettivo venisse adottato ed abusato con connotazioni politiche o peggio. E un quarto di secolo di attività non è passato invano. I Folk Studio A sono una presenza ben distinta nell´ambito della musica popolare di matrice celtica. Come già aveva ben sottolineato, qualche anno fa a proposito del disco Folk & Noble Jig-Live , il critico Roberto Covallero, il fondamentale elemento distintivo dell´ensemble consiste nell´approccio quasi cameristico al repertorio tradizionale scoto-irlandese. Strumentazione particolare (con la peculiare presenza, non abusata peraltro, dell´oboe di Angelo Lora, impegnato anche al tin whistle), con due violini (Pieregidio Spiller e Michele Sgotti) e il flauto traverso di Roberta Vigolo, musicisti di estrazione classica, timbrica e sonorità ben definite: siamo lontani- ed è un fatto positivo, vista la rarità- dalle classiche party bands tutto ritmo e all´arrembaggio, ottime per celebrare la Festa di San Patrizio tra balli e boccali di birra, ma un po´ tutte uguali. Il magico mondo evocato dalle hornpipes, dalle arie pastorali e dalle ballate ascoltate alla Fontana è più narrativo, drammatico, cinematografico, che spensieratamente danzereccio. Non è un caso che l´album sopracitato, da cui provenivano parecchi dei brani scelti per il concerto scaligero, vedesse a fianco di Sgevano e compagni un´orchestra d´archi di otto elementi. Si avverte felicemente, in gran parte della produzione dei Folk Studio A, una tensione/propensione al grande affresco sonoro di ampio respiro, in cui cura dei dettagli e pulizia del suono risultano fondamentali. E tecnicamente, il gruppo è indubbiamente ben dotato. Unico limite è semmai proprio, in qualche caso, l´eccessiva levigatezza dell´affresco (qualche "dionisiaca" increspatura in più non guasterebbe anche da parte della vocalist Anita Nascimben, sin troppo soave), ma certamente il prodotto si ascolta con grande piacere, tra riletture di pezzi tradizionali e composizioni originali, come l´evocativa, bellissima It´s Only a Love Song, che Claudio Bettega ha scritto proprio per un amore, sfortunatamente non corrisposto, di marca veronese. Beppe Montresor . |
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L Arena di Verona
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| 31/10/2003 |
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Venerdì 31 Ottobre 2003 La band , in concerto alla Fontana, ha festeggiato quest’anno i 25 anni di attività I Folk Studio A, la musica celtica targata Vicenza I Folk Studio A, in concerto stasera alla Fontana di Avesa, rappresentano la storia della musica celtica in Italia, e non a caso qualche anno fa, nel 2000 all´indomani dell´applaudito album "Folk & Noble Jig - Live", la critica aveva convenuto nel parlare dell´ensemble vicentino come della migliore espressione del folk irlandese made in Italy. I titoli nobiliari, peraltro, ci sono tutti, a cominciare dai 25 anni, festeggiati giusto nel 2003, di attività, essendo del 1978 il debutto sulla scena della formazione guidata, oggi come allora, da Claudio Bettega (chitarra, mandolino, basso, tastiere e voce, è "la mente" e il principale compositore del gruppo) e Paolo Sgevano (bouzouki, chitarre, bodhran, banjo, voce, l´elemento che traina la band sul palco), affiancati da Anita Nascimben (voce e tastiere), Pieregidio Spiller (violino), Angelo Lora (oboe e flauti), Michele Sguotti (violino e viola), Matteo Carrisi (violino) e Roberto Vigolo (flauto traverso). Un´avventura, dunque, decisamente lunga, quella dei Folk Studio A, che dovrebbero senz´altro essere la più longeva formazione attiva in Italia nell´ambito della musica celtica. Perché dopo qualche breve antefatto in chiave country, Bettega e Sgevano hanno impresso sin dagli inizi il decisivo marchio di fabbrica dei Folk Studio A: ampio repertorio di riletture da tutto il patrimonio tradizionale del mondo celtico (Scozia, Irlanda, Bretagna), rivisitazioni dai Jethro Tull, dai Pogues, dal poeta William Butler Yeats, affiancate ad una fetta sempre maggiore di composizioni originali (chiaramente ispirate a questo retroterra) firmate per lo più da Bettega. Già con queste coordinate stilistiche ben precise i Folk Studio A si presentarono a Verona, in Piazza Dante, sabato 18 maggio 1985, per una «storica» Rassegna Internazionale di Musica Folk organizzata in collaborazione con l´allora attivo circolo di Folkitalia. In cartellone, accanto alla band di Sgevano e Bettega, gruppi fondamentali per lo sviluppo del folk italiano come La Ciapa Rusa e i Calicanto, accanto a notevoli ensemble scozzesi come The Easy Club e The House Band. Un rapporto felice, quello tra la nostra città e i Folk Studio A, che sarebbero tornati in riva all´Adige anche per l´indimenticabile rassegna del 1987, quella con gli Steeleye Span. Si comincia alle 22. (b.m.) . |
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L Arena di Verona
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| 30/07/2003 |
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"Devo confessarlo, ho sempre nutrito diffidenza verso i gruppi di riproposta celtica nostrani... Con questa diffidenza mi accingo ad ascoltare il Folk Studio A, formazione dall´attività ultradecennale, ma ancora alla ribalta. ...Molto bene, tanta acqua è passata sotto i ponti, e questi ex ruspanti e un po´ grezzi musicisti degli esordi, li ritroviamo con gli ottoni ben lustri, ma tanto da far impallidire qualche ormai logoro veterano irlandese. ... Troviamo note di copertina, testi e foto in buona misura, a suggellare un concerto che "nobilita" veramente questa musica, la impreziosisce e la rende appetibile anche ad un pubblico colto. Un lavoro prezioso, non una nota fuori posto, non uno strumento ridondante, insomma non c´è traccia di banalità ne di pomposità. Complimenti alla produzione Music On" Recensioni discografiche - la Classifica di Traditional Arranged . |
| 30/07/2003 |
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Dopo la tournee di quest´anno, accompagnati in varie date dai leggendari ex-Pentangle JacquiMcShee e Jerry Conway e da un ottetto d´archi da brivido, hanno dimostrato ancora una volta di poter occupare assieme a pochi altri l´ideale olimpo della musica celtica. Per chi non ha avuto la fortuna (o l´accortezza) di assistere ad un concerto dei Folk Studio A, questa è l´occasione per scoprire le atmosfere davvero evocative che la loro musica riesce a intessere. "Folk & Noble Jig" è uno straordinario album in cui potrete scoprire le emozioni comunicate dall´equilibrata fusione di un gruppo di ottimi musicisti ed un´orchestra classica. I virtuosismi si stemperano sempre con garbo nella trama di ciascun brano, a dimostrazione che chi sa suonare non deve mai dimostrare nulla. Se questa fusione voleva essere un esperimento, non possiamo che garantirvi che è indubbiamente ben riuscito. "Folk & Noble Jig": un album da esplorare e da cui farsi trascinare. Da "Celtic World" (www.celticworld.it) . |
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Celtic World
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| 30/07/2003 |
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.., Non hanno probabilmente uguali nel panorama folk. …. Se la magia della cooperazione e del dialogo fluido fra musicisti può sorprendere come sorprende l´impeccabile bravura, l´economia nella gestione del progetto del Folk Studio A + Orchestra prende il volo con il suono: raffinatezza e levità, composizioni di largo respiro in leggerissima sospensione, un´alchimia serena che riesce a trasformare il "fare musica" in un intenso respiro, per respirare uno fra i CD più belli usciti sul nostro mercato.. Mary Tiussi da Celtica n.10 . |
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Celtica nr. 10
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| 16/07/2003 |
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Un tuffo nella cultura e nella storia irlandese del Novecento: dalle prime rivolte dei separatisti agli scioperi della fame che hanno portato alla morte oltre 200 testimoni. È stata la proposta musicale che il gruppo musicale di Arzignano «Folk Studio A» e gli otto ballerini della «Tara School ori Irish Dancing» di Milano hanno proposto con successo sul palco allestito dall´assessorato alla Cultura sull´aia di corte Grande Serego. Lo spettacolo si è sviluppato in un´ora e mezzo di tempo con un accostamento di musiche, danze e colori. Tanti i riferimenti alla storia del popolo irlandese: dalla rivolta della Pasqua del 1916 ai viaggi avventurosi dei navigatori verso nord per la caccia alla balena, dalle sofferte esperienze dei dissidenti politici trasportati in Australia alle battaglie e alle guerre in nome della libertà a lungo negata. Nei brani musicali tanti sono stati i riferimenti al pensiero di Bobby Sands che nel 1981 si è lasciato morire di fame con altri dieci giovani prigionieri e repubblicani nord-irlandesi nella prigione di Long Kesh. Accanto alla voce di Anita Nacimben, hanno suonato Claudi o Bettega (chitarra, mandolino e basso), Paolo Sgelano (bouzouki e chitarra), Pieregidio Spiller (violino), Paolo Bressan (oboe), Stefano Olivan (violino e nichel-harp), Gianni Abiuro (flauto traverso), Tiziano Vedovato (odhran, batteria e percussioni). Silvana Sartori . |
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L ARENA DI VERONA
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| 05/04/2002 |
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.....Non solo un concerto, dunque, quello del Folk Studio A dell'altra sera, nella serata conclusiva della Rassegna "Vo on the folks" ma anche una festa, alla quale il pubblico si è unito con entusiasmo. Sgevano e compagni sono una formazione solida ed affiatata, presentano un repertorio accattivante che pesca nelle fertili acque della musica celtica internazionale e si arrichisce delle melodie originali composte da Claudio Bettega, mente creativa del gruppo. Gli otto artisti si dividono la scena: Sgevano e Bettega garantiscono il ritmo con bouzouki e chitarre, i fiati di Angelo Lora ed il flauto traverso di Roberta Vigolo portano alle melodie il tocco "atlantico" della musica irlandese, i violini di Pieregidio Spiller, Michele Sguotti e Matteo Carrisi allargano il respiro del suono, la voce di Anita Nascimben finalizza alla perfezione il lavoro del gruppo...... |
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da: Il Giornale di Vicenza 19/04/02 pagina "spettacoli & cultura" a firma Lino Zonin
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| 31/01/2002 |
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“E’ la tenera elegia di Christmas Song eseguita dal vivo con Orchestra, un omaggio a J.Anderson.(JethroTull) Tra il levigato artigianato di Anderson e i Folk Studio A vi sono alcuni riferimenti comuni….. tracciano con mano lieve e la luminosità pastosa che li contraddistingue: il brano si apre infatti con un’intonazione onirica per per liberare la suspance trepida ed emotiva della ballata. In “The Whife of ushers well” hanno accompagnato Jacqui Mc Shee e merita una nota l’arrangiamento che rende la sensazione di un flusso di coscienza sfinito, ma che sospende la caduta raddolcito nella catarsi sentimentale. Da Celtica nr. 10 . |
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Celtica
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| 01/09/2001 |
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..... a Quinto Folk sono saliti sul palco i musicisti vicentini del Folk Studio A, assieme al fisarmonicista Mairtin O´Connor. I primi sono tra i principali divulgatori nostrani della "musica dei popoli", l´altro è uno degli esponenti più prestigiosi della musica irlandese, considerato un autentico mostro sacro dagli appassionati del genere. Ingredienti perfetti per un´esibizione che ha divertito gli oltre settecento spettatori radunatisi all´interno del Palazzatto dello sport per il concerto di apertura del festival. Il Folk Studio A è una formazione dalle caratteristiche davvero originali. Attorno all´ispirazione folk di Claudio Bettega- autore di molte delle musiche del gruppo- e alla verve istrionica di Paolo Sgevano, front man sul palco si aggrega la sensibilità artistica di un folto numero di musicisti...... I concerti del Folk Studio A sono sempre piacevoli da ascoltare perchè combinano in modo assai efficace il sapore popolare dei motivi tradizionali con le sonorità più ricche e corpose della musica colta. Mairtin O´Connor si è presentato come se fosse un nuovo musicista appena ingaggiato dal gruppo. Allineato con gli altri ha aggiunto il suono magico della sua fisarmonica ai brani in repertorio... Galvanizzati da tanta bravura i musicisti del Folk Studio A hanno dato il massimo confezionando uno spettacolo che ha entusiasmato il pubblico. Alla qualità sonora, gli artisti in scena hanno saputo aggiungere un azzeccato contributo visivo con le performance atletiche di Sgevano e le allegre coreografie delle violiniste sull sfondo. |
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da: Il Giornale di Vicenza 16/09/01 pagina
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| 01/12/2000 |
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Sono attivi dal 1978 e nel loro recente assetto, che li vede spesso in tour accompagnati da una vera e propria orchestra classica, non hanno probabilmente uguali nel panorama folk. …. Se la magia della cooperazione e del dialogo fluido fra musicisti può sorprendere come sorprende l'impeccabile bravura, l'economia nella gestione del progetto del Folk Studio A + Orchestra prende il volo con il suono: raffinatezza e levità, composizioni di largo respiro in leggerissima sospensione, un'alchimia serena che riesce a trasformare il "fare musica" in un intenso respiro, per respirare uno fra i CD più belli usciti sul nostro mercato. Poi ecco un "luogo a procedere" che arriva propriamente dalla classica, i brani vengono approcciati visivamente, per ricreare con i suoni un paesaggio e raccontare, attraverso i mutamenti del mondo esterno, le riflesse emozioni dell'uomo. |
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Mary Tiussi da Celtica n.10
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| 05/01/2000 |
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"…Folk Studio A, una sinergia di stimoli che media: arricchisce il suono tradizionale con la sensibilità interpretativa continentale….. Folk & Noble Jig, il primo in Italia con questa struttura, dove il dialogo e l´affiatamento coi musicisti classici esplora un diverso approccio alla musica irlandese, con variazioni e rifiniture di stile eleganti e, al tempo stesso, toccanti per la capacità di suggerire dolce armonia d´insieme e delicatezza di pennellata sugli scenari…" da "Celtica" dicembre 1999/gennaio 2000 . |
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Celtica
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| 09/11/1999 |
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Sempre oscillanti tra la grinta sanguigna del front-man Paolo Sgevano e l´immensa cultura musicale di Claudio Bettega, scrivevano gli originals e arrangiavano i traditionals con un approccio che già a suo tempo definimmo di stampo cameristico... In quest´opera ci sono più o meno tutti i classici del Gruppo, gradevolmente disassortiti come d´abitudine ed alternati a qualche pezzo a firma di Bettega. Soprattutto ci sono più o meno tutti gli elementi che nel tempo hanno creato per questo gruppo uno stile sufficientemente personale nel nostro panorama nazionale... In definitiva crediamo che con questo disco maturo e piacevole i Folk Studio A si possano dignitosamente proporre ad un pubblico non solo nazionale e, per quel che più conta, non di soli specialisti, raccogliendo finalmente il successo che meritano" Roberto Covallero (da Folk Bulletin n. 9 Novembre ´99) . |
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Folk Bulletin
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